Studio Legale

Paola Soragni


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A pochi giorni di distanza dall’emanazione della Circolare Inail n.14 del 25 marzo 2016 in tema di infortuni in itinere avvenuti a bordo della bicicletta, la Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, è intervenuta nuovamente sul tema per dettare ulteriori disposizioni che ampliano definitivamente l’ambito della tutela per coloro che si recano al lavoro a bordo di tale mezzo privato.

La Suprema Corte ha espresso la massima secondo la quale “la distanza non può essere ritenuta in assoluto un criterio selettivo da solo sufficiente ad individuare la necessità dell’uso del mezzo privato (…). L’utilizzo della bicicletta da parte del lavoratore per recarsi al lavoro deve essere allora valutato in relazione al costume sociale, alle normali esigenze familiari del lavoratore, alla presenza di mezzi pubblici, alla modalità di organizzazione dei servizi pubblici di trasporto nei luoghi in cui più è diffuso l’utilizzo della bicicletta, alla tipologia del percorso effettuato, alla conformazione dei luoghi, alle condizioni climatiche in atto, alla tendenza presente nell’ordinamento e rivolta all’incentivazione dell’uso della bicicletta”. In definitiva, assumono rilievo centrale tutti gli standards comportamentali emergenti nella società civile.

Il caso controverso posto all’attenzione della Corte di Cassazione riguardava l’infortunio di un lavoratore il quale, al termine del… Continua a leggere

La sentenza allegata dispone in merito a fattispecie in cui la ricorrente ha presentato domanda di disoccupazione a seguito della perdita involontaria del lavoro. In conseguenza, l’INPS ha erogato alla ricorrente l’indennità prevista a sostegno del reddito; tuttavia, l’Istituto ha illegittimamente richiesto la restituzione della somma pari ad euro 4.701,06 relativa al periodo dal 15/03/2012 al 7/10/2012 per aver, la ricorrente, svolto attività di lavoro occasionale a progetto nel solo breve periodo marzo – maggio 2012.

Si esamina il caso, evidenziando due fattispecie: la denegata ipotesi per cui l’INPS avrebbe ragione nel sostenere non dovuta la disoccupazione per il lavoro occasionale svolto in pochi giorni dalla ricorrente, e la fattispecie in cui invece tale motivazione è di per sé infondata.

In entrambi i casi l’Istituto non procede legittimamente nella richiesta di recupero della somma, nel secondo caso perché liquidata correttamente, nel primo caso perché non può effettuare ripetizione di indebito di fronte alla buona fede e alla correttezza della ricorrente, e all’errore dell’INPS.

SULLA RIPETIZIONE DI INDEBITO E SULLA BUONA FEDE

Come esposto nei fatti, nel 2011 la ricorrente ha presentato domanda di disoccupazione a seguito della perdita involontaria del lavoro.

In conseguenza, l’INPS ha erogato alla ricorrente l’indennità prevista a… Continua a leggere

Il Tar di Parma in cinque giudizi di ottemperanza ha condannato il Ministero della Salute e, in denegata ipotesi, ordinato al Prefetto di Reggio Emilia, di corrispondere l’indennizzo ex lege
210/92 e gli arretrati ad oggi maturati (importi tra i 70.000 e 100.000 euro) a cinque danneggiati che dal 2012 avevano vinto delle cause che accertavano il loro diritto. Infatti il Ministero della Salute, nonostante le cinque sentenze passate in giudicato, ad oggi non ha ottemperato al proprio obbligo di pagamento.
Non solo. Il TAR di Parma non si è limitato a tale condanna, ma ha imposto una penale di 100 euro al giorno, per ogni giorno di ritardo trascorsi i termini di legge concessi, e ha soprattutto disposto la trasmissione della sentenza alla Corte dei Conti “in considerazione della oggettiva gravità della condotta omissiva dell’Autorità ministeriale a fronte di una decisione definitiva, notificata e non impugnata, che determina un significativo aggravio degli oneri economici a carico della finanza pubblica” al fine di valutare la responsabilità del Dirigente del Ministero della Salute preposto.
 
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La Cedu ieri 14 gennaio 2016 si è pronunciata sui ricorsi in merito alla transazione per il risarcimento dei danni da sangue infetto. Con tale sentenza la CEDU ha ritenuto equo liquidare ai 7000 danneggiati per sangue infetto la somma di euro 100.000 ciascuno, come proposto in corso di causa dal Ministero della Salute, con l’emanazione della Legge 144/2014. La CEDU infatti aveva richiesto allo Stato italiano di proporre un’equa riparazione del danno, come previsto dal Regolamento della Corte. Lo Stato, per evitare l’ennesima sanzione, tardivamente, ha presentato alla Corte la Legge 144/2014 con la proposta di 100.000 euro a danneggiato.

Grazie ai ricorsi presentati dinanzi la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, oggi lo Stato ha il termine ultimo del 31 dicembre 2017 per risarcire con l’equa riparazione tutti i danneggiati che abbiano avuto una causa pendente nel 2008 nei confronti del Ministero della Salute per danni da sangue infetto e vaccini, ed abbiamo presentato domanda di adesione alla transazione entro il 19 gennaio 2010. La Corte ha ritenuto equa tale proposta transattiva, ma ha ribadito che, se entro il 31 dicembre 2017 non saranno pagate tutte le somme di cui alla Legge 144/2014, a quel punto si proseguirà dinanzi… Continua a leggere

Come legale del Patronato INCA-CGIL di Reggio Emilia, rappresentavo un lavoratore nella richiesta di rendita all’INAIL per malattia professionale neoplastica, rifiutatane la competenza da parte dell’Istituto.

Il Giudice del Lavoro del Tribunale di Reggio Emilia Dott.ssa Elena Vezzosi ha riconosciuto il nesso di causa tra l’esposizione a radiazioni ionizzanti e l’insorgenza di neoplasia al sistema emolinfopoietico in infermiere in reparto di ortopedia. Si è accertato in corso di causa che il ricorrente era stato per una gran parte della sua carriera esposto a massicce dosi di radiazioni ionizzanti. Infatti, sia quando l’apparecchio mobile radiografico era utilizzato da un tecnico, sia quando era utilizzato dall’infermiere stesso, quest’ultimo doveva restare tutto il tempo vicino a detto apparecchio. Non era fatto uso di paratie di separazione degli ambienti.

Il nesso causale è stato confermato anche dal CTU, che ha attribuito un grado di postumi permanenti del 35%.  

Sentenza

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Ancora una “mazzata” ai cittadini e soprattutto, alla tutela dei diritti delle persone più deboli da parte del nostro Governo, che ha sfornato la nuova legge di Stabilità. Nella speranza che tale legge venga modificata, emendata o ancor meglio cestinata, vi è un articolo che fa vacillare i principi di giustizia.
L’art. 26 comma 10 della legge di Stabilità prevede un taglio ai fondi destinati ai Patronati del 35%.
Ricordo intanto l’art. 13 della legge 152/2001 con la quale si stabilisce come venga sovvenzionato il fondo dei Patronati: “Per il finanziamento delle attività e dell’organizzazione degli istituti di patronato e di assistenza sociale relative al conseguimento in Italia e all’estero delle prestazioni in materia di previdenza e quiescenza obbligatorie e delle forme sostitutive ed integrative delle stesse, delle attività di patronato relative al conseguimento delle prestazioni di carattere socio-assistenziale, comprese quelle in materia di emigrazione e immigrazione, si provvede, secondo i criteri di ripartizione stabiliti con il regolamento di cui al comma 7, mediante il prelevamento dell’aliquota pari allo 0,226 per cento a decorrere dal 2001 sul gettito dei contributi previdenziali obbligatori incassati da tutte le gestioni amministrate dall’Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS), dall’Istituto nazionale di previdenza per i… Continua a leggere

E’ diventata legge (legge 144/2014) la norma che disciplina una sorta di “transazione della transazione” per coloro che hanno subito danni da sangue infetto, emoderivati infetti, vaccini obbligatori, i quali abbiano presentato domanda di adesione alla transazione stabilita nella L. 244/2007 nel termine previsto ex lege (19 gennaio 2010).
Costoro possono scegliere tra l’attesa della transazione stabilita nel 2007 ma non ancora attuata e una nuova transazione, con importi molto differenti dalla prima: verranno pagati entro il 2017 euro 100.000 ai danneggiati da sangue infetto, ed euro 20.000 ai danneggiati da vaccini. Ecco la disposizione:
1. Ai soggetti di cui all’articolo 2, comma 361, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, che hanno presentato entro la data del 19 gennaio 2010 domanda di adesione alla procedura transattiva, nonché ai loro aventi causa nel caso in cui nelle more sia intervenuto il decesso, è riconosciuta, a titolo di equa riparazione, una somma di denaro, in un’unica soluzione, determinata nella misura di euro 100.000 per i danneggiati da trasfusione con sangue infetto e da somministrazione di emoderivati infetti e nella misura di euro 20.000 per i danneggiati da vaccinazione obbligatoria. Il riconoscimento è subordinato alla verifica del possesso dei requisiti di… Continua a leggere

Pubblico di seguito la documentazione inerente la conferenza Stato-Regioni del 14 luglio 2014. Tale conferenza è stata sollecitata dalle Regioni, per far fronte al pagamento degli indennizzi e rivalutazioni, in quanto dal 2012 lo Stato italiano non ha più provveduto allo stanziamento dei finanziamenti necessari.

 

documentazione

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Con il Patronato INCA-CGIL di Reggio Emilia abbiamo sostenuto una vertenza in merito alla natura professionale delle lesioni per discopatie lombari in autotrasportatore.

Il Consulente tecnico nominato d’ufficio dal Giudice del Lavoro di Reggio Emilia si è così espresso: “confermo la mia stima di molto probabile concausalità efficiente di natura professionale sull’ernia discale L4-L5, ricollegabile ad una esposizione a vibrazioni trasmesse al corpo intero nella guida di camion di vecchi modelli in coesistenza di rilevante movimentazione manuale di gravi senza ausili”.

Lo stesso consulente d’ufficio ricorda nella propria relazione peritale che l’ernia discale collegata a vibrazioni trasmesse al corpo intero (lavorazioni svolte in modo non occasionale, con  macchine che espongono a vibrazioni trasmesse al corpo intero: trattori, mietitrebbia, vendemmiatrice semovente, ecc) o a lavorazioni di movimentazione manuale di carichi svolte in modo non occasionale in assenza di ausili efficaci è tabellata nelle malattie professionali nell’agricoltura  di cui al D.M. 9/04/2008. Ciò significa che, essendo la patologia denunciata prevista in tabella, non sarà più l’assicurato (il lavoratore) a dover dimostrare l’origine professionale della malattia, ma l’Istituto INAIL a dover fornire la prova contraria, dell’origine extraprofessionale di detta patologia. In denegata iptesi, si realizza una presunzione legale di origine professionale della malattia… Continua a leggere

Finalmente il Ministero della Salute e il Ministero delle Finanze hanno comunicato ad alcuni – al momento ancora pochi – danneggiati in tutta Italia che entro la fine di febbraio provvederanno ad inviare il pagamento degli arretrati della rivalutazione, ai sensi della sentenza della Corte Costituzionale n. 293/2011, e della decisione della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo del 3 settembre 2013.

Ricordo che la Corte Costituzionale aveva dichiarato incostituzionali i comm 13 e 14 dell’art. 11 del decreto legge 78/2010, con il quale il Governo avrebbe voluto introdurre una norma di interpretazione autentica della L. 210/92, con la quale sancire la non rivalutabilità dell’indennità integrativa speciale dell’indennizzo previsto dalla Legge 210/92, e la perdita dell’efficacia esecutiva delle sentenze già passate in giudicato che disponevano, al contrario, la rivalutazione di tale importo. Ricordo altresì che la Corte Costituzionale era stata interessata alla questione, in primis, dal Tribunale di Reggio Emilia, Dott.ssa Elena Vezzosi, che aveva ritenuto la questione di incostituzionalità sollevata dal nostro studio non manifestamente infondata. Seguivano poi i tribunali di Parma, Tempio Pausania, ed infine Alessandria.

corte _cost_ 2011_293

sentenza CEDU 1

 

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